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Conto Termico 3.0 per uffici, negozi e imprese: chi può accedere e quali lavori sono incentivati

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Conto Termico 3.0: uffici, negozi e imprese. Incentivi per riqualificare. Copertina AS Architetture.

Un ufficio difficile da riscaldare, un negozio che si surriscalda in estate, un laboratorio con impianti datati: migliorare le prestazioni energetiche di un immobile significa intervenire sui costi di gestione e sulla qualità degli spazi di lavoro.

Il Conto Termico 3.0 amplia le opportunità per gli edifici non residenziali. Una delle principali novità è l’accesso dei soggetti privati agli incentivi per l’efficienza energetica degli immobili appartenenti all’ambito terziario, secondo le categorie individuate dalla normativa.

Per proprietari e imprese, può essere l’occasione per programmare una riqualificazione. Il primo passo è verificare quali interventi siano ammessi e quale contributo possa essere effettivamente riconosciuto.

Quali immobili rientrano nel non residenziale?

Ai fini del Conto Termico, “ambito terziario” ha un significato preciso, legato alla classificazione catastale. Comprende anche categorie commerciali, produttive e ricettive.

Categorie catastali dell’ambito terziario
Categoria catastaleImmobili che possono rientrare
A/10Uffici e studi privati
Gruppo BImmobili per funzioni collettive, come scuole, strutture di cura, biblioteche e altri edifici del gruppo
Gruppo C, esclusi C/6 e C/7Negozi, botteghe, magazzini, laboratori e altri locali delle categorie ammesse
Gruppo D, escluso D/9Opifici, alberghi, fabbricati industriali, commerciali e altri immobili delle categorie ammesse
Gruppo E, esclusi E/2, E/4 ed E/6Edifici a destinazione particolare delle categorie ammesse

L’inclusione catastale è una prima condizione, da affiancare alla verifica dei requisiti dell’edificio e del richiedente. Anche un immobile appartenente a una categoria ammessa potrebbe non soddisfare tutte le condizioni necessarie.

Gli interventi devono riguardare edifici esistenti, iscritti al catasto e dotati di impianto di climatizzazione invernale funzionante. Un magazzino privo di riscaldamento, quindi, non diventa automaticamente incentivabile solo perché accatastato in C/2.

Chi può richiedere il contributo?

Possono accedere soggetti privati, comprese persone fisiche e imprese, che abbiano la disponibilità dell’immobile in qualità di proprietari o titolari di un altro diritto reale o personale di godimento.

Anche chi utilizza un edificio in locazione può quindi valutare l’accesso, verificando il titolo disponibile, le autorizzazioni necessarie e chi sosterrà le spese.

Essere proprietari di un negozio ed essere un’impresa che lo utilizza non comporta necessariamente le stesse regole di incentivo. Occorre identificare correttamente il beneficiario prima di calcolare il contributo.

Quali lavori sono incentivati?

Negli immobili terziari ammessi, il Conto Termico può sostenere un progetto che coinvolga sia l’edificio sia gli impianti.

Gli interventi di efficienza energetica del Titolo II comprendono:

  • isolamento di pareti, coperture e altre strutture opache;
  • sostituzione di finestre e chiusure trasparenti;
  • schermature solari;
  • trasformazione dell’edificio in edificio a energia quasi zero, secondo i requisiti previsti;
  • sostituzione dell’illuminazione con sistemi efficienti;
  • sistemi di gestione e controllo automatico degli impianti;
  • fotovoltaico, accumulo e infrastrutture di ricarica, nelle combinazioni ammesse.

Sono inoltre previsti interventi del Titolo III per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, tra cui pompe di calore e solare termico.

Fotovoltaico e ricarica elettrica richiedono l’abbinamento alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche: non costituiscono un incentivo autonomo per qualsiasi installazione.

Per imprese ed enti del Terzo settore economici sono esclusi gli interventi che prevedono apparecchiature energetiche alimentate a combustibili fossili, compreso il gas naturale.

Quanto si può ottenere?

Il Conto Termico eroga un contributo tramite il GSE. L’importo dipende da intervento, spese ammissibili, caratteristiche tecniche e massimali: non corrisponde automaticamente al 65% del preventivo.

Per i privati non soggetti alla disciplina delle imprese, il GSE indica, tra le misure di riferimento:

Incentivi di riferimento per privati non soggetti alla disciplina delle imprese
InterventoIncentivo di riferimento
Isolamento, serramenti e schermature40% delle spese ammissibili
Illuminazione efficiente e building automation40% delle spese ammissibili
Trasformazione in edificio a energia quasi zero65% delle spese ammissibili

Si applicano requisiti, massimali e le eventuali maggiorazioni previste. Per contributi fino a 15.000 euro è prevista l’erogazione in un’unica rata; sopra tale soglia, per i privati, il pagamento avviene in rate annuali secondo l’intervento.

Per le imprese valgono limiti specifici

Per le imprese, l’importo calcolato deve rispettare anche le intensità massime di aiuto:

  • Titolo II: limite base del 25% per un intervento singolo e del 30% per un multi-intervento, incrementabile secondo dimensione aziendale e premialità;
  • Titolo III: limite base del 45%, incrementabile di 10 punti per le medie imprese e di 20 punti per le piccole imprese.

Per il Titolo II, le maggiorazioni possono portare al massimo al 65% per piccole e medie imprese e al 60% per grandi imprese. Sono tetti applicabili alle condizioni previste, non percentuali garantite.

Gli interventi del Titolo II realizzati da imprese devono inoltre conseguire una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10%, o del 20% per i multi-interventi, verificata attraverso gli APE prima e dopo i lavori.

Per le imprese la verifica deve precedere l’avvio dei lavori

Le imprese devono trasmettere una richiesta preliminare prima dell’avvio dei lavori, pena l’inammissibilità. La domanda in accesso diretto va poi presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento.

È quindi necessario verificare la procedura prima di assumere impegni per l’esecuzione: non basta occuparsi dell’incentivo a cantiere concluso.

Il progetto serve a valutare l’investimento

Per riqualificare un ufficio, un albergo o un laboratorio, chiedere preventivi sommari a più imprese lascia spesso aperte le decisioni più importanti.

Quali opere riducono maggiormente i consumi? Conviene intervenire prima sull’involucro o coordinare isolamento e impianti? Quali lavorazioni sono comprese nelle offerte? Come organizzare il cantiere rispetto all’attività svolta?

Uno studio professionale può affrontare questi aspetti insieme, coordinando le competenze necessarie. L’analisi iniziale permette di definire gli interventi, confrontare le alternative e stimare il contributo, distinguendolo dalla spesa che rimarrà a carico del committente.

Saltare questo passaggio per risparmiare può rendere più difficile controllare costi, prestazioni e accesso all’agevolazione.

Riqualificare un immobile a Varese, Como o Milano

AS Architetture, con sede a Luino, si occupa di progettazione, ristrutturazione e riqualificazione energetica.

Se possiedi o gestisci un ufficio, un negozio, un laboratorio, una struttura ricettiva o un altro immobile non residenziale, possiamo partire dalle sue caratteristiche per impostare il progetto e approfondire le opportunità di incentivo.

Per un primo confronto, indicaci dove si trova l’immobile, la categoria catastale se disponibile e quali interventi vorresti realizzare.

Contatta AS Architetture per parlare del tuo immobile

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